Didattica per le scuole

Dalla nascita dell'Impero romano alla fine del Medioevo, ovvero da Ottaviano Augusto fondatore di Aosta e dell'Impero, fino alla scoperta dell'America.

I bambini, le donne, gli uomini di allora (ho sempre spiegato ai miei alunni) erano così come siamo noi: in carne ed ossa, con emozioni, sentimenti, speranze, timori. Non basta che non siano più di questo mondo per farne dei fantasmi, delle sbiadite copie degli umani di oggi. No. Dobbiamo pensarli come attuali, come viventi: magari seduti sui gradini del teatro romano, o sorridenti a festeggiare un matrimonio nella chiesa di Sant'Orso.

Allora come oggi, bambini, donne e uomini si ammalavano e avevano bisogno di cure. Noi oggi andiamo dal farmacista o dal medico: ma loro, come facevano?


Ecco dunque che ho cercato di spiegare, attraverso alcuni punti essenziali di due storie che proseguono l'una dall'altra (la fine dell'Impero romano coincidendo con l'inizio del Medioevo) circa 1500 anni di … elementari bisogni umani. Bisogni umani di terapie per la salute, spiegati agli alunni di quelle scuole (che oggi hanno un nome così difficile, ma che – tanto – tutti noi continuiamo a chiamare “elementari” e “medie”)
attraverso il filo conduttore di 7 piante salutari o medicinali.


Calendula, aglio, camomilla, basilico, salvia, malva e melissa venivano usate in epoca imperiale romana, così come successivamente in epoca medioevale. E vengono utilizzate ancora oggi. Non vi è mai stato alunno che non conoscesse assai bene almeno una di queste piante: o perché abituato all'infuso serale preparatogli dalla mamma, o perché l'aveva vista venir coltivata nell'orto dai nonni, o anche solo perché la sua migliore amica si chiamava Melissa (e la cosa ha tanto, tanto più senso di quanto si possa immaginare: leggetevene la relativa scheda e capirete).
In questo mio lavoro nei confronti degli alunni ho cercato di essere farmacista “quanto basta”, limitando al massimo la terminologia tecnica e cercando d'interessarli alle piante per ragioni apparentemente di contorno ma, in realtà, sostanziali.


Ho infine desiderato che vi fossero dei brani di poesie in francese, in apertura di ogni scheda delle diverse piante. Questo, per tre motivi.
Il primo, perché trovo che la lingua francese sia particolarmente armoniosa e quindi adattissima alla poesia: e i nostri alunni la studiano nelle scuole valdostane fin dalla più tenera età.


Il secondo motivo, perché la cura della malattia rappresenta il ritorno all'armonia, all'armonia del corpo e dello spirito: e la poesia rappresenta, a sua volta, una ricerca dell'armonia dello spirito. Vi è dunque una tensione ideale verso il bene, verso l'euritmia della vita, che accomuna una pianta medicinale ed una poesia.


Il terzo motivo, sta nella bellezza delle piante che ci circondano: una vera meraviglia che dovremmo, noi tutti, più spesso e più a lungo soffermarci a rimirare con quell'incanto da fanciullino testimoniatoci da San Francesco nel Suo “Cantico delle Creature”. Poesia pura, appunto.


Buona lettura da Sergio Santini, farmacista di A.P.S. Aosta S.p.A.

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